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martedì 19 agosto 2008

NOTE PER UN AMICO

C’è così tanto da fare, bisogna sempre scappare

a inseguire le luci, su strade bagnate,

e fissare riflessi che lacriman gli occhi.

Cercare una scusa e poi restare soli

e riempire una sera a far pianger la luna …


Siam treni di corsa, siam note in minore,

sogniamo stazioni lontane, senza nome,

e dal vetro osserviamo le vecchie persone:

già stanno sfiorando una nuova emozione.

Vogliamo scappare e dimenticare.


Ma ancora una volta, trovata una scia,

voltiamo lo sguardo e inseguiamo quegli occhi.

E se ridon con altri, restiamo distanti

a ripeterci ancora che è sola la luna.

E vogliamo andar via dalla gelosia.


("Note per un amico" - Maru
19 agosto ore 02.13 a.m.
dopo che un amico mi ha spolverato il cuore)


giovedì 24 luglio 2008

PENSIERI DI MEZZA ESTATE

Quando oltre le montagne è dipinto solo azzurro sullo sfondo
sorrido gli occhi e penso che mi è chiaro finalmente il motivo,
ciò per cui non potrei cambiare mai centimetro di mondo:
perchè solo questo posto mi fa sentire vivo ...

(Val Federia - Livigno - 24 luglio 2008 ore 13.51)

martedì 8 gennaio 2008

AMA LA VITA

Ama la vita così com'è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un pò.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa di Calcutta)

mercoledì 19 dicembre 2007

L'ALBATROS - Charles Baudelaire

Questa è la mia poesia preferita. Ricordo di una professoressa di italiano che non so come, è riuscita a farmi piacere la letteratura ed è stata per me un esempio di vita e di umanità e per la quale nutro una stima profondissima. Grazie AnnaMaria.
La poesia è per l'autore un autobiografia: egli stesso si sente incompreso dagli uomini in molte situazioni, ma quando si trova nel suo mondo è il più maestoso degli uccelli, e sa volare meglio di chiunque altro.
Un po' come accade a ciascuno di noi. Siamo capaci di volare maestosamente solo nel nostro cielo. Se ci sentiamo tappate le ali perdiamo la nostra capacità e la vita ci appare triste e crudele.
Ricordo di qualche anno passato nel posto sbagliato, ma presto sostituito da un nuovo mare dove mi è più facile navigare.



Spesso, per divertirsi, gli uomini d'equipaggio
Catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
Che seguono, indolenti compagni di vïaggio,
Il vascello che va sopra gli abissi amari.

E li hanno appena posti sul ponte della nave
Che, inetti e vergognosi, questi re dell'azzurro
Pietosamente calano le grandi ali bianche,
Come dei remi inerti, accanto ai loro fianchi.

Com'è goffo e maldestro, l'alato viaggiatore!
Lui, prima così bello, com'è comico e brutto!
Qualcuno, con la pipa, gli solletica il becco,
L'altro, arrancando, mima l'infermo che volava!

Il Poeta assomiglia al principe dei nembi
Che abita la tempesta e ride dell'arciere;
Ma esule sulla terra, al centro degli scherni,
Per le ali di gigante non riesce a camminare.

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage
Prennent des albatros, vastes oiseauz des mers,
Qui suivent, indolents compagnons de voyage,
Le navire glissant sur les gouffres amers.

À peine les ont-il déposeés sur le planches,
Que ces rois de l'azur, maladroits et honteux,
Laissent piteusement leurs grandes ailes blanches
Comme des avirons traîner à côté d'eux.

Ce voyageur ailé, comme il est gauche et veule!
Lui, naguère si beau, qu'il est comique et laid!
L'un agace son bec avec un brûle-guele,
L'autre mime, en boitant, l'infirme qui volait!

Le Poète est semblable au prince des nuées
Qui hante la tempête e se rit de l'archer;
Exilé sul le sol au milieu des huées,
Ses ailes de géant l'empêchent de marcher.