Mi piacerebbe essere 50 anni fa in una baita di montagna con tuo nonno che ti racconta una storia, di quelle che incollano lo sguardo di tutti anche se l'hanno già sentita cento volte. Mentre fuori nevica ma a te non interessa perchè il fieno è già stato raccolto e la legna è già tutta in legnaia e le mucche sono in stalla al caldo. L'inverno interrompe tutte le tue attività agricole e per te e la tua famiglia allargata comincia il tempo del filoz, del lume acceso alla sera, del silenzio della neve che cade e ricopre tutto.
Mi piacerebbe aspettare il Natale così. Senza correre. Senza affaticarsi per comprare cento regali che mai nessuno userà più di un giorno, quando starà già sognando nuovi regali da regalarsi e da regalare. Pensare che le persone sono la cosa migliore che ci hanno regalato, che le cose svaniscono e che i soldi non contano niente.
A volte ho come l'impressione che stiamo inseguendo l'irragiungibile e ci lasciamo scappare le cose più vere della vita.
Mi piacerebbe aspettare il Natale così. Senza correre. Senza affaticarsi per comprare cento regali che mai nessuno userà più di un giorno, quando starà già sognando nuovi regali da regalarsi e da regalare. Pensare che le persone sono la cosa migliore che ci hanno regalato, che le cose svaniscono e che i soldi non contano niente.
A volte ho come l'impressione che stiamo inseguendo l'irragiungibile e ci lasciamo scappare le cose più vere della vita.







