domenica 16 agosto 2009

NOTTE NERA - Livigno 1816 mt nel 1816

Quest'anno non ce l'ha fatta la pioggia a rovinare tutto come l'anno scorso: questa notte nera s'ha da fare!
Ed è andata alla grande. Strade gremite di gente e un bel po' di attrazioni lungo tutta la pedonale, dal centro di Livigno fino a S.Rocco.Con l'animazione siamo stati impegnati, rigorosamente in abbigliamento primi '800, in plaza dal comun con i badènt di marcin e i giochi del Ludobus, con l'Asinobus e in prossimità della cabinovia Tagliede con le canzoni di una volta. Spettacolare. Soprattutto suonare la mia Nicky al lume di qualche fiaccola, scherzare con i turisti e sentirli cantare a squarciagola AZZURROOOOOOOO oppure CHE SARAAAAA CHE SARAAAAA oppure IO VAGABONDOOO CHE SON IOOOOOOOO ... bello bello ... ma chissà che canzoni cantavano veramente nel 1816 ... e com'era vivere senza corrente elettrica ...Grande idea comunque. Grande organizzazione. Grande realizzazione.
Insomma c'è da dire che Livigno quando si mette in testa di organizzare un grande evento lo porta a termine e lo sa fare veramente bene. Quindi grazie a tutti quelli che si sono sbattuti ed hanno contribuito a creare la fantastica atmosfera che si è respirata questa notte.
E ovviamente vi aspettiamo per il prossimo anno! (Quando Livigno verrà interamente ricostruito ad un'altitudine di 1817 metri ... )

lunedì 10 agosto 2009

PIOGGIA E NUVOLE

Stasera il cielo è tutto nuvoloso.
Anzi a dirla tutta sta piovendo a dirotto.
Mi piace un casino quando piove.
Sarà forse per il rischio di ammalarsi di brutto e dover stare a casa dal lavoro ma per la voglia me ne starei a braccia aperte sotto la pioggia con gli occhi chiusi ad assaggiare tutto il sapore di ogni singola goccia d'acqua. E sperare che sia acqua fredda, gelida, così lava via tutti i pensieri dagli occhi.
Stasera il cielo è tutto nuvoloso.
Niente stelle cadenti.
Niente desideri da rubare ai sogni ed affidare al vento per stasera.
Stasera le stelle te le puoi solo immaginare luminose e belle sopra quelle nuvole nere e fredde.
Stasera il cielo è tutto nuvoloso.
E si che di cose da chidere al cielo ce ne sarebbero tante stasera.

lunedì 3 agosto 2009

LA VITA CHE VORREI

Ho chiuso le ante. Ho spento il telefono. E il computer. Poi mi son chiesta com'è leggere un libro a lume di candela e ho spento anche l'abat-jour.
E da qui mi è venuta una voglia tremenda di passare qualche tempo in una baita, senza corrente, senza tecnologia, senza diavolerie.
E capire cosa si prova a vivere al naturale, come 50 anni fa. Sentire la pioggia sopra la lamiera, aspettare l'odore del caffè alla mattina, gustarsi una bella tazza di latte appena munto, guardare tuo nonno falciare il fieno e dargli una mano a scantigare. Farsi un giro nel bosco, conoscere le piante, i fiori, le erbe, e trattarle con cura. Accudire delle mucche, qualche capra, le galline e poi la sera andare a cavallo e fregarsene degli orari, della notte che scende, dei soldi da guadagnare, delle cose da fare, da correre, da inseguire sempre, per forza. E vivere. Semplicemente. Respirare. Aspettare le stelle e gustarsi il silenzio. Respirare la calma. E addormentarsi sereno. Credere che le persone sono più importanti delle cose. E accontentarsi di poco (?), di aria, di cielo, e di prati, e di animali. E di niente. Ma in fondo sono vissuti tutti così no?
Forse non resisterei. Forse siamo abiutati a tutto e non sappiamo/possiamo/vogliamo più tornare indietro.
Ma questo è il desierio che ho provato in malga in Val delle Mine l'altro giovedì, quando un ragazzo di 14 anni che ha scelto questa vita mi ha detto: "vedi qua la tele non ce l'abbiamo e neanche la playstation tanto ci divertiamo a giocare tra di noi e poi dobbiamo curare gli animali".
Questa è la vita che non ho mai fatto, che ho conosciuto poco e che ho visto solo nei ricordi tristi di chi me la racconta un pezzo alla volta ogni giorno.
Questo è il sogno nel cassetto.
Questa è la voglia di tornare a camminare, anzichè voler correre per forza, ma senza sapere dove vogliamo arrivare.

martedì 28 luglio 2009

LA VETTA


Laurearsi è un po' come scalare una montagna ...
All'inizio sei un po' scettico e ti chiedi come sarà, perchè non l'hai mai fatto prima. Mentre cammini ti accorgi che alcuni tratti sono tutto sommatO facile e scorrevoli e alcuni tratti invece fai una fatica paurosa, guardi indietro ma poi vedendo la vetta lassù in cima ti convinci che non puoi mollare proprio adesso. Il bello è trovare tanta gente lungo il cammino ... qualcuno ti insegna come si fa, perchè ci è già stato e qualcuno lo vedi arrivare dietro di te e ti senti di rassicurarlo che andrà tutto bene, che è bellissima la vista da quassù.. Qualcuno cammina sempre al tuo fianco: questa è la vera bellezza del tuo cammino. E poi, per fortuna o purtroppo, arrivi in cima: ti godi il mondo dall'alto, da lassù tutto ha un'altra prospettiva. Ti senti leggero. Forse potresti provare a volare. Riguardi il sentiero da cui sei salito e ti passano davanti tutte le immagini della salita. Ti godi il momento. Festeggi con chi è ancora con te. Con chi in fondo c'è sempre stato.
E poi arriva il momento della nostalgia: il momento di scendere, il momento di lasciarsi alle spalle quella salita, quella fatica, quei 5 anni di vita.
E mentre scendi, mentre torni giù stai già pensando a quale sarà la prossima vetta da scalare, dove sarà la prossima strada da percorrere, ma non puoi non guardarti alle spalle e stare ad osservare ancora per un attimo quel sentiero. E pensare che in fondo, il tempo passa sempre troppo in fretta quando si sta così maledettamente bene.

mercoledì 15 luglio 2009

DOVE SARO' DOMANI?

Ricomincia tutto, la ruota gira di nuovo, veloce, troppo veloce..
bambini, turisti, spettacoli, gite, asinelli, corse, serate, dogane, tornei, feste, sagre, amici, risate, serate, bambini, musica, costumi, prati, corse, merende, nottate, tornei, corse e amici ... Questa è la magica estate Natur Card. La mia magica estate da cinque anni a sta parte.
Tutto come sempre insomma. L'estate è così, non c'è tempo per niente e c'è tempo per tutto, forse perchè non risucirei ad immaginarmi un'estate diversa da questa pienezza che mi fa arrivare alla sera stanca morta ma così leggera ...
Ma adesso siamo a meno sette ... meno sette dalla fine di un'avventura ... meno sette dal giro di boa ... dal libro nuovo ... da una nuova copertina ... meno sette da un'altra avventura ... sarà ma adesso ho solo un po' paura ... dove sarò domani? dove sarò ...

domenica 14 giugno 2009

UN BEL VIAGGIARE

Finalmente la mia voglia di viaggiare ha avuto la meglio, in questa settimana del mio 25esimo compleanno, giorno in cui, tra le altre cose, l'uomo del monte ha definitivamente detto si alla mia tesi che quindi potrà essere stampata e consegnata a breve !!! Grande Giove !!!
Eccovi il riassunto di questa settimana in giro in trodena per il mondo: tutte le trasferte sono state decise al massimo la sera prima di partire. St. Moritz e Venezia sono state organizzate in circa 16 minuti di ricerca in Internet. Beata gioventù ...
Ad ogni modo, tra Stoccolma, Parigi e l'Around Europe, una settimana così aiuta a mantenere una buona media ...

- Lunedì: Semogo - St.Moritz - Semogo (SMART): Km 140
- Martedì: Semogo - Sondrio (SMART): Km 70 + Sondrio - Milano (TRENO): Km 140
- Mercoledì: Milano - Venezia (TRENO): Km 285
- Giovedì: Venezia - Milano (TRENO): Km 285
- Venerdì: Milano - Sondrio (TRENO): Km 140 + Sondrio - Poschiavo - Livigno - Semogo (SMART): Km 100
- Sabato: Semogo - Erba - Semogo (SMART): Km 345

TOTALE DELLA SETTIMANA: 1.505 Km di cui 655 in SMART e 850 in TRENO ...
Dicono che l'Italia da cima a fondo sia circa 1600 km ... però ... un bel viaggiare !!!
Grazie amici! e grazie Smart!

venerdì 5 giugno 2009

UN ALTRO MARE

E' finito, il suo teatro finisce qui,
non sa stare senza ricevere applausi.
Il sipario si sta chiudendo e lei guarda
quella gente che aspetta ancora la replica.
Solo ieri lei si sentiva un po' una star,
però oggi le viene voglia di andare via ... via ... via ...

I ricordi fanno male nell'anima,
altri adesso suonano la sua musica,
come si fa a fare finta di stare bene,
quando il cuore è stretto forte dalle catene...

DOVE SI VA? CHE MARE TI CULLERA'?
CHI SUONERA'?
CHI TI REGALERA'
UNA FAVOLA PER FARTI ADDORMENTARE,
UNA TELA DA DIPINGERE COL SOLE?

E' così, nella sua stanza non c'è il suo cielo,
non si può vedere l'arcobaleno,
imparerà a navigare per altri mari
e arriverà in porti così lontani ...

DOVE SI VA? IL VENTO TI SFIORERA' ...
CHI VIAGGERA'?
LA BARCA SI RIEMPIRA' ...
NEL TUO VIAGGIO PENSERAI AD UNA CANZONE,
QUELLA FOTO GUIDERA' IL TUO NAVIGARE ...

Un altro mare ... un altro mare ...

(Maru)

mercoledì 3 giugno 2009

UNA MAGIA

03/06/09 ... non è una serie matematica .. è solo una magia che si ripete ogni mille anni ... un po' come trovare un'amica come te che, se guardo indietro, se guardo al mio fianco, se guardo davanti vedo sempre lì con me.
Grazie amica mia. E auguroni!

venerdì 29 maggio 2009

INDEL KEMP '09. MESSA IN POSA DEI TARTUFOL

Diceva così mio nonno e dice così anche l'almanacco agricolo valtellinese: le patate vanno seminate in crescent de luna ...
Oggi si è conclusa la seconda fase del Baraonda Agricol Team - (Chi ama la montagna, coltiva la campagna), con la semina dei tanto sospirati tuberi. Finalmente ho visto di persona come prende vita una patatina fritta.
Presenti sul campo, (ndr. oltre alle patate da semina): Carlino (addetto tecnico all'aradel e direttore lavori), Luciano (ingegnere della cirella), Reman (omino del vomere), Nali (sepoltura patata con la grascia), Maru e Tito (messa in posa delle patate lungo il solco, ad una distanza l'una dall'altra tra i 30 e i 40 cm).
Lavoro concluso brillantemente in due ore e trenta e seguito dalla tipica merenda del contadino valtellinese: bresaola, pan di segale e rosumeda.
Bella lì ... la soddisfazione continua, e domani è la volta dei miei tre metri quadri conquistati per la semina della carotorum arancia aranciem arance ... Scperem che 'l salties miga inta 'l scorpion ...

giovedì 28 maggio 2009

Stoccolma 2009 - Seconda Parte

Stoccolma 2009 - Prima Parte

martedì 26 maggio 2009

DIARIO DI UN WEEK-END SVEDESE

In una parola direi che il viaggio a Stoccolma è stato ... UAO!
Bello fès ragazzi. E' andato via tutto liscio, senza intoppi, abbiamo girato un casino e ci siamo divertiti un pacco.
Venerdì il volo Ryanair ci ha portato all'aeroporto di Skavsta, ad un centinaio di km da Stoccolma che abbiamo raggiunto in bus. Il paesaggio è strepitosamente fantastico. Prati tenuti benissimo, fattorie isolate e rigorosamente di legno rosse e alberi alberi alberi alberi. Insomma una foresta infinita. Arrivati al terminal di Stoccolma la metro ci ha portato alla fermata Zinkensdamm, dove avevamo l'albergo. Lasciati i bagagli abbiamo visitato un po' la zona per poi rifocillarci al ristorante tipico svedese: i piatti locali non sono certo mancati tra salmone, sardine, pesce vario, patate e aneto (sarebbe come il nostro prezzemolo, gli svedesi lo mettono dappertutto!). Serata tranquilla tra lo stupore di un sole che non cala mai e la stanchezza per il viaggio. Dopo qualche risata prima di addormentarsi anche la notte svedese ci raggiunge verso mezzanotte.
Sabato, dopo una colazione tipica in centro (un signore ci ha riconosciuto italiani e ci ha detto che conosceva solo due espressioni in italiano vale a dire: "non mi scocciare" e "ti spacco la faccia" ... mmmm ... chissà dove le ha imparate) ci siamo avviati al museo più interessante del mondo, che ci ha tenuti al coperto mentre fuori pioveva per circa 5 ore senza mai annoiarci, anzi: il Vasa Museum. Il Vasa è un vascello reale del 1600 che per errori di progettazione, dopo solo un miglio, si è inclinato per il vento ed è affondato in porto tra l'orrorre e lo stupore dei tanti svedesi che erano accorsi per vederlo partire nel suo viaggio inaugurale. Recuperato una trentina di anni fa e magnificamente conservato è stato esposto in questo museo spettacolare. Veramente stupendo. Merita.Dopo un pranzo veloce alla svedese, il sole ci ha simpaticamente raggiunto permettendoci di anticipare la visita allo Scansen: un gigantesco museo all'aperto che ripropone tutta la cultura svedese, dalle sue fattorie tipiche, alle professioni artigianali dei primi settecento, fino agli animali tipici: leoni marini, alci, orsi e renne ovviamente. Lo scopo è quello di conservare un patrimonio che altrimente verrebbe sommerso dal progresso. Dopo i 24 km a piedi un attimo di relax è quello che ci vuole.La sera dopo un aperitivo sulla riva, Gamla Stan, la città vecchia, ci offre uno splendido scorcio delle sue viuzze e del lago Malaren e così ne approfittiamo per mangiare presso un risotrante tipico: peccato che la guida non si fosse spiegata tanto bene e fosse un risotorante tipico ma americano ... le risate non mancano e le figure di palta nemmeno.Domenica giro in battello tra le 14 isole che compongono l'arcipelago di Stoccolma, passando sotto molti dei 97 ponti che le uniscono. Spettacolare.Tra il cambio della guardia e un giro in centro sempre con il sole non si capisce mai che ore sono così finiamo per mangiare a degli orari assurdi. Il ristorante nella piazza principale espone un menù in Italiano, finalmente possiamo capire cosa ordinare.. Tra antipasti, polpette, salmone, aringhe marinate, arrosto di renna e dolce con lampone artico ci riempiamo a tal punto che camminare fino in albergo è l'unico modo per tornare a respirare. Lungo il tragitto ci sorprende il tramonto spettacolare sopra Stoccolma che ci incolla lo sguardo e la macchina fotografica fino a mezzanotte.. Ma a che ora va a dormire il sole quassù ??? incredibile ...Purtroppo siamo agli sgoccioli, forse dovevamo fare una settimana ... sembra sempre troppo veloce il tempo in vacanza ... l'ultimo giorno tra una colazione al bar italiano (peccato l'abbiamo letto tardi che c'era anche il cappuccino senza doverglielo spiegare in inglese....) e un giro della city arrivano subito le 3 e la navetta per l'aeroporto ci aspetta già ...
Spettacolo. Grazie fratelloni. E grazie Stoccolma, grazie Svezia... Per un momento ho desiderato di essere nata lì, ma aspettami perchè tornerò ...
E intanto mi fa così strano che qui il sole se n'è già andato a dormire...

IL MONDO CHE VORREI

Fare un viaggio in un altro paese vuol dire stare con il naso all'insù, all'inquà, all'inlà, al dappertutto e osservare e pensare e guardare e confrontare e sognare ...
Fare un viaggio in Svezia non ha fatto altro che aumentare il mio desiderio che le cose un giorno possano cambiare, anche qua in Italia. Pensare che la gente in una grande città potesse essere educata e cortese, salutarti accorgendosi che esisti anche tu, sorriderti mentre pronunci sbagliato i nomi della metropolitana era per molti un'utopia.. forse anche per me. Ma da oggi so che non è così e che una città diversa può esistere, ma solo se tutti noi, e ognuno di noi, vorrà essere diverso.
Stoccolma è una metropoli fuori da ogni schema. Nonostante i suoi due milioni di abitanti, le sue tre linee di metropolitana e i suoi centinaia di musei sa essere rilassante. Silenziosa. Calma. Ordinata. Pulita. Attenta. Disponibile. Accogliente. Insomma, nonstante le sue temperature Stoccolma sa essere una metropoli calda. Chi l'avrebbe mai detto eh?
Un signore in un negozio ci ha chiesto di dove eravamo e non appena ha sentito quello sei lettere insieme ci ha detto così: Milano? aaaaaaaa .. pit pit, traffico, gente tanta, fretta, veloce. Come dargli torto?
A Stoccolma la gente si fida di te. E tu ti fidi della gente. Ho girato col marsupio pieno di soldi 4 giorni dietro la schiena. Ho visto gente aiutare due disabili a salire sul marciapiede. Ho sentito commercianti salutare appena entri nel loro negozio, fare quattro chiacchiere e poi dirti grazie e arriverderci. Ho visto bambini buttare la carta della caramella dentro il cestino, anche se era dall'altra parte della strada. Ho visto automobilisti fermarsi per farti attraversare, anche se non sei sulle striscie. Ho sentito silenzio. Tanto. Anche nelle piazze gremite, la gente ha un tono talmente basso che sembra vuota. Se parli normalmente ti sembra quasi di urlare e allora abbassi il tono della voce. Ho visto gente camminare piano, senza spingerti dentro una metro piena. Ho visto passeggeri dentro la stazione centrale passeggiare per prendere il treno e stare attenti a non urtare gli altri con le loro valigione. Ho visto la casa di cura per anziani grande come il palazzo reale e bello come un castello. Ho visto 300 biciclette e 30 macchine. Ho visto 25 km di pista ciclabile e 25 km di strade. Ho sentito una ragazza pronunciare con una po' di tristezza la parola "industrializzazione" dentro quella fattoria ricostruita nel museo all'aperto di Scansen. Ho visto continuamente passeggini doppi e famiglie con almeno tre figli e ho pensato a come deve essere bello poter avere 1 anno e mezzo di aspettativa per te e tuo marito quando nasce tuo figlio. Ho visto barche piene di gente che vanno in mare alla domenica e bambini biondi a prua senza cintura di sicurezza, che si godono lo spettacolo senza l'apprensione eccessiva e soffocante della loro madre. Ho visto milioni di bandiere svedesi, azzure con la croce gialla, orgogliose di sventolare sui tetti delle case, sui palazzi, sulle prue delle navi e per le strade: in Italia le bandiere le ho viste solo quando abbiamo vinto i mondiali di calcio ... che amarezza.Non ho visto un mendicante per strada. Non ho visto un polizziotto in divisa: un signore siciliano che abita a Stoccolma da un po' ci ha detto che lì la polizia è tutta in borghese, insomma è discreta ed efficiente. Non ho sentito gente urlare al telefono per farsi notare. Non ho sentito schiamazzi. Non ho visto bambini viziati che passeggiano dentro i giardini e mamme ancora più viziate che glielo lasciano fare. Non ho visto nemmeno un graffito sul muro (e pensare che Stoccolma ha 97 ponti dalle pareti lisce ed invitanti ...... ). Non mi sono mai stressata di girare tre giorni a piedi in città e in mezzo alla gente. E pensare che dopo aver percorso solo Corso Buenos Aires a Milano ho già il mal di testa ...
Insomma ho visto cose che voi italiani non avete mai visto in Italia.
Ho capito che sperare che le cose possano cambiare anche da noi non è un'utopia. Ho capito che posso sognare di avere una città diversa, "di gente che sorride e gira in bicicletta" ...
Ho capito che la cultura è tutto quello che ci permette di cambiare le cose. E mi piace credere che questa sia ben più importante della politica e dell'economia.
Ho capito che deve partire da te e che le cose non si cambiano se non decidi di cambiare per primo.
Ho comprato un souvenir della Svezia e ho promesso di guardare quella bandiera azzurra con la croce gialla per ricordarmi che non è un sogno e che si può vivere così, se lo vogliamo davvero.
E poi ho già visto il prossimo volo per Stoccolma: dicono che è spettacolare vedere il sole a mezzanotte ...

IL MONDO DA LASSU'

Il mondo visto dall'alto è come lo hanno disegnato sulle cartine. Quando avevo sei anni non sapevo si potesse volare davvero e mi chiedevo se veramente gli uccelli vedevano l'Italia proprio con quella forma di stivale, come c'era sulle cartine di geografia ... e li invidiavo per questo.
Da allora ho sempre sognato di poter volare un giorno e rendermi conto di persona di cosa si vede da lassù. E finalmente ho capito che è davvero così: spettacolare.
All'andata ero veramente un po' stremita; quando lo stewart ha fatto la simulazione dei comportamenti in caso di emergenza ho sentito lo stomaco che brontolava qualcosa ma non ho capito bene cosa. Chissà forse già provava a spiccicare qualche parola in svedese.
Da lì in avanti solo la fantastica sensazione di volare. Di vedere il mondo da un'altra prospettiva e per un momento sentirsi libera come il più maestoso degli uccelli e ridere di quelli che ancora si affanano lassotto. Credo che l'oblò di un aereo sia lo schermo più limpido e quello che vedi laggiù sia l'unico telegiornale che ti racconta la verità su come vanno le cose nel mondo. Forse avrei pagato il biglietto anche solo per godermi quello spettacolo.Ho passato tutto il viaggio col naso sul finestrino, a salutare le distese di verde che si allontanavano piano e gli abeti svedesi diventare sempre più piccoli, piccoli, piccoli .... Qualche virata per mettersi in rotta e poi su su su ... Sopra le nuvole, dentro le nuvole. Chissà cosa pensano le nuvole mentre stiamo perforando loro lo stomaco ...
Lungo l'orizzonte i colori del tramonto svedese ci rincorrono silenziosi ma sempre meno accesi. Vorrei portarli con me fino in Italia, ma loro devono illuminare l'arcipelago di Stoccolma fino a mezzanotte..
E allora via a contare i laghi e le mille insenature della Svezia, le casette rosse, la costa meridionale e il ponte che l'unisce alla Danimarca, i parchi eolici off-shore enormi e poi il continente, che pian piano viene sommerso dal buio. " ... e poi ancora via, a pedinare una morbida scia, una striscia invitante, talmente accogliente da perderci il fiato ... " giù giù giù fino a riconoscere tra due file di lucine la forma inconfondibile del lago di Como e da lì, in pochi minuti, siamo sopra Bergamo città, con il suo inquinamento luminoso reso ancora più spettacolare dal buio che si è creato sull'aereo.
Quando ti sembra di sentire lo stomaco schiacciarsi e le gambe brulicare come se dentro ci fossere tre formicai vuol dire che l'aereo sta perdendo quota. E tutto comincia di nuovo a diventare più grande grande grande ... sembra quasi di toccare i tetti delle case finchè con un paio di saltelli un po' bruschi ti rendi conto che è tutto finito ... già ... e che è scesa la notte ... e pensare che lassù, a Stoccolma, ci sarà ancora il sole ...

giovedì 21 maggio 2009

mi mi

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

- 21 ore e 1/2 ...